TSUNAMI
UPDATE: Leggete anche [ il post di Ventomare ]
che integra questo con interessanti info tecniche,
e i commenti al mio, che correggono alcune cose imprecise
che ho scritto sotto "l'effetto emotivo"
Per non ripetere quello che si dirà in molti blog, in questi giorni, e che per conto mio si può riassumere in poche parole universali: terrore, sbalordimento, pietà, aiuti, prevenzione, previsione, polemiche.
Per non farmi risucchiare dallo "Tsunami Mediatico", condivido queste informazioni che mi sembrano interessanti ma poco diffuse. Se sbaglio, correggetemi.
TSU (porto) + NAMI (onda): "Onda del Porto", la chiamano i giapponesi, che la conoscono bene. Un'onda capace di entrare nelle zone marittime più protette, grazie alla sua energia. Dagli anni sessanta, il termine "Tsunami" è stato adottato internazionalmente dagli addetti ai lavori per descrivere questo fenomeno, dal momento che (se non ho capito male) non va confusa con i maremoti (che non sempre provocano tsunami) e nemmeno con le cosiddette "onde anomale", singole, circoscritte e originate da altre situazioni.
Le onde dello tsunami di questi giorni pare abbiano raggiunto i 15 metri (calcolati ad occhio dai sopravvissuti sull'altezza delle palme, che conoscevano, completamente sommerse fino alla chioma). Bene, sappiate che mi sono imbattuto in una tabellina che riepilogava gli tsunami dal 1500 al 1998, dove era segnalata l'altezza delle onde registrate: erano segnalati ben due casi in cui le onde raggiunsero i 60 metri, l'ultimo dei quali nel 1994. Poteva anche andare 4 volte peggio di come sta andando ora.
E provate a pensare se un terremoto di magnitudo 9, invece che avvenire nel centro dell'oceano come è successo, fosse avvenuto in una zona abitata.
E già che ci sono, riporto due notizie non confermate ma verosimili: uno scienziato americano afferma che l'isola di Sumatra si sia spostata di 30 metri, mentre ho sentito il professor Carlo Rubbia parlare di uno spostamento dell'asse terrestre di 3 o 4 gradi, ma forse ho capito male e parlava di decimi di grado... se fossero stati 3 gradi, mi dicono, ora vedremmo tutte le stelle spostate, sulle lunghe distanze. Si sarebbe "spostato il cielo", Dio mio! Vi rendete conto? Probabilmente avrò capito male io, aspetto conferme e smentite. Andiamo oltre, che ho i brividi.
La [ NOAA ] (National Oceanic & Atmospheric Administration) ha diffuso una serie di video di varia qualità dove, sovrapponendo i dati matematici alle immagini satellitari, ha ricostruito il movimento d'onda del primo maremoto. La visione è, ovviamente, satellitare - ma grazie all'elaborazione matematica sono state rimossi tutti gli impedimenti come nubi e ombre. La colorazione rossa delle zone in cui l'impatto è stato più violento rende esattamente l'idea di quali siano le zone in emergenza e del perchè. Man mano che l'onda perde di intensità, il colore si trasforma in blu/azzurro. Rimarrete sorpresi, se scaricate il filmato più dettagliato, di vedere che dopo aver attraversato migliaia di km, l'onda è ancora abbastanza "rossa" quando colpisce l'Africa, il che significa che era ancora in grado di arrecare danni apprezzabili. Incredibile, impensabile.
Sono tutti in formato QuickTime, li "linko" qui sotto con un breve commento.
Nota: se non avete installato Apple QuickTime (filmati .mov e .qt) potete scaricarlo gratuitamente [ da qui ]. Sono circa 11 Mb ma è un player che non può mancarvi, e prima o poi vi servirà ancora.
• Filmato 1 (3.59 Mb) mostra l'emisfero coinvolto ma solo la parte più violenta dell'onda (prime ore, zone di massimo impatto), che in realtà prosegue molto più a lungo.
• Filmato 2 (1.70 Mb) versione a bassa qualità del Filmato 1 per connessioni lente ; nonostante questo, è possibile però osservare una parte un po' più lunga del movimento dell'onda.
• Filmato 3 (5.79 Mb) mostra solo la zona interessata dal movimento dell'onda, il cui movimento qui è molto fluido e dettagliato, ed è sbalorditivo vederne le rivoluzioni attorno agli "ostacoli" che trova sulla sua traiettoria: infatti in questo filmato è possibile seguire l'onda fino al suo esaurimento in tutte le direzioni, sulle coste africane e dell'Australia.
Per finire, un piccolo tsunami di casa nostra, provocato dallo [ STROMBOLI ] il 30 dicembre 2002. L'immagine mostra la propagazione delle onde attorno al vulcano, dopo che una massa di lava piuttosto grande si riversò in acqua. Secondo me, questa sarebbe da chiamare "onda anomala", e non tsunami, ma l'ho trovata archiviata così...