Scoperterte tardive: il tè (o tea, o anche thè...)

Grazie all'amicizia nata casualmente con [
Acilia], mi sono lasciato coinvolgere un po' dalla sua travolgente passione per il tè. Acilia, attraverso il suo [
blog] ed alcune collaborazioni, sta facendo un ottimo lavoro di divulgazione su questa bevanda, e alla fine mi sono fatto affascinare - non tanto dai rituali e dallo spirito, peraltro gradevoli, ma poco adatti alla mia indole - quanto dalle
proprietà misconosciute di queste simpatiche foglioline. Insomma, quasi senza accorgermene, sono andato un po' oltre la classica bustina da supermercato o (peggio) dalla bevanda ignota che tante volte ho munto da varie macchinette a gettone.
Non so a quanti di voi possa interessare l'argomento, ma vorrei consigliarvi caldamente di fare un paio di prove nell'arco della vostra vita: provate a farvi qualche tazza di tè vero, andandovi a cercare qualche gusto bizzarro o sfizioso, dove vendono le foglie di qualità. Resterete sorpresi.
Io sto sperimentando, e siccome sono una persona inquieta e curiosa (ed incredibilmente insofferente ai dogmi di chef e degustatori, almeno quanto a quelli dei papi e degli imam!), mi sono facilmente fatto sedurre dalle
possibili applicazioni "non propriamente ortodosse" del tè. Cerco di spiegarmi meglio.
Ricordavo di aver molto apprezzato un tipo di tè, provato anni fa per caso, chiamato Earl Grey (tè al bergamotto); ne parlavo mesi fa con Acilia, e qualche giorno dopo mi sono visto recapitare un scchettino di tè al bergamotto
Earl Grey Special, con relative istruzioni "canoniche". Prima sorpresa: è tutta un'altra cosa. Può piacere o meno, ma il tè - diciamo, artigianale - al bergamotto non è nemmeno parente con l'
Earl Grey della Twinnings che a me pareva ottimo. Detto questo, mi viene un rigurgito psicotico che devo assolutamente sfogare.
Intermezzo: Sfogo psicotico/pilosopico

Aspettarsi che un violino elettronico suoni come uno Stradivari è stupido, com'è stupido dire che il violino elettronico è orrendo solo perchè non assomiglia abbastanza allo Stradivari. Sono due cose diverse, ognuna con una sua dignità ed ognuna capace di dare emozioni e risultati diversi. Lasciate perdere che si somiglino o si imitino, considerateli solo lontanissimi parenti. Questa cosa sembrerebbe dovesse essere ormai acquisita, almeno da quando è stata inventata la chitarra elettrica, che della chitarra classica non ha mai avuto più di una vaga somiglianza di forme. E invece no, c'è ancora chi
"tigna" su questa cosa.
Questa è una delle poche regole filosofiche che sento veramente mie, e che applico continuamente allo scopo di preservare un minimo di sanità mentale. Lo so che il
pile non è la pura lana vergine. Lo so che le tagliatelle fatte a mano non sono le tagliatelle industriali. Tuttavia, a volte il
pile e le tagliatelle industriali hanno il loro perchè. Il
pile è meno delicato, meno costoso e molto più caldo: la pura lana è certamente un'altra roba. Basta non pretendere di confrontarli, chè
la mia maestra mi diceva sempre che "non si possono moltiplicare le pere per le mele". Ma si può prendere il meglio delle mele, ed il meglio delle pere, e vivere più felici. Non ha senso stare lì a dire "
Questa mela non assomiglia per niente alla pera", o viceversa, con faccia disgustata. A me, poi (per continuare con questa metafora), intriga moltissimo mescolare il succo della pera e della mela, e vedere cosa ne viene fuori. Può venire una porcheria: anzi, è probabile che 8 volte su 10 venga una porcheria. Ma ci sono due volte su 10 pronte a sorprenderci.
Questo è uno dei miei princìpii cardine.
Un altro è:
se piace a me, sono a posto tutti. E me ne frego se "
non si fa perchè non s'ha da fare". Quel raro pesce che mangio, lo accompagno ad un vino rosso. Io il vino bianco non lo sopporto. Casomai, cerco di scoprire quale vino rosso è più gradevole con il pesce, o quale pesce si sposa meglio con un vino rosso. E quando soddisfa me, il resto non mi riguarda, senza nessuna remora o nessuna vergogna. Alla faccia dei camerieri, che ho visto andare via con la faccia schifata, e che non sanno nemmeno perchè si consiglia il vino bianco col pesce, se glie lo chiedi.
Fine sfogo.
Torno al tè
Ecco, dicevo: il tè al bergamotto di qualità è diverso. Così, potete immaginare quale curiosità mi abbia scatenato scoprire che esiste anche il tè affumicato. Io amo l'affumicato (scamorza, carne, salumi, birra? Qual è la vostra perversione?), i sapori intensi, le spezie, gli aromi. Retaggio bizantino, forse, non so.

Ricordo che all'epoca ero appena entrato nel
"tunnel" della noce moscata, e sempre Acilia (ormai mia pusher abituale) mi fece arrivare un pacco natalizio con una scatola di tè affumicato, chiamato "
Formosa Tarry Lapsang Souchong". Altra sorpresa. Aprii la scatola, e sembrò di aprire una confezione di
gulash o comunque di qualche tipo di spezzatino. Un odore fortissimo, di legna bruciata e pancetta, diciamo.
Non potevo pensare che mi sarebbe piaciuto un tè del genere. Proprio non pensavo alla sorpresa che mi attendeva dopo la preparazione: un tè
quasi delicato, rispetto alle premesse olfattive. Proprio una cosa che non ti aspetti. Sgrassa la bocca quasi come un vino, è perfetto per pasteggiare anche con una grigliata di carne. Davvero, può giocarsela con un vino, roba da non credere. Certo, qualcuno lo trova un po' troppo "focoso" per la colazione, ma a me invece piace proprio la mattina.
E come al solito, mi parte la curiosità. Come sarà un mix di bergamotto e affumicato? Ci starà bene il limone o lo zucchero? Lo so, lo so. I parrucconi del tè staranno rabbrividendo, ora. Il tè va preso puro, come col pesce si accompagna un vino bianco. E 'sti cazzi, come direbbe qualcuno. Lo devo bere io, lo voglio come piace a me. Punto fisso.
Insomma, per farla breve, ora sono finalmente arrivato (dopo diversi tentativi) alla mia personalissima miscela:
MISCELA [:NYBRAS]
- 1 parte di affumicato Lapsang Souchong
- 2 parti di bergamotto Earl Grey Special
- 1 parte di zucchero di canna
- mezza fetta di arancia gentile (non limone! troppo forte!)
- fate bollire l'acqua, lasciare raffreddare per 3 minuti, poi infusione per 3 minuti (non credevo facesse così differenza, invece temperatura e tempo fanno la differenza davvero! Su questo, aveva ragione Acilia...)
Volendo, aggiungete anche uno schizzo di alcool (non profumato) ed avrete una specie di grog, ottimo per il raffreddore, la tosse ed il mal di gola. Se non vi cura, serve almeno per migliorare il morale ed abbassare lo stress, a seconda delle dosi.
Ma non è finita. Quando mi capita qualcosa di straordinario per le mani, mi pare impossibile che non trovi decine di applicazioni. Allora la mente mi è tornata ad un amico, amante dei sigari, che mi raccontava che ci sono torte sulle quali si gratugia tabacco (di
sigaro pregiato, eh!) per aggiungere un sapore piccante/speziato alla solita panna, crema o cioccolato. Mi parve una idea interessante, ma poi, non amando i dolci, non ebbi mai occasione di provare.
Invece,
che dire del tè affumicato come ingrediente da cucina? Detto fatto.
SUGO PER PASTA (spaghetti #7, per me!)
- Fate un sugo aglio/olio/peperoncino, avendo cura di mettere poco aglio e peperoncino, rispetto al solito.
- Cuocete la pasta: io amo il brodo vegetale in polvere, invece della semplice acqua salata. Consigliato Dialbrodo, in farmacia; occhio che è molto salato di suo.
- Aggiungete una abbondante parte di tè* affumicato.
Fantastico. Si può aggiungere origano, pepe (io amo il verde o il mix, non il bianco o il nero). L'importante è non ammazzare il tè.
Come pomodoro, consigliata la polpa Mutti.
Se volete che il sugo si attacchi alle paste liscie, rendetelo denso con 1/4 di pane gratugiato o cracker/grissini frantumati in polvere (oh, quel che c'è in casa, su, non fate quelle facce!)
CROSTINI "DELICATI"
- Tagliate delle fette di pane (vedete voi se preferite avere più crosta o più mollica; se il pane è secco, io preferisco la mollica, altrimenti tagliate longitudinalmente e tostate la mollica).
- tostate un lato del pane, se siete dei perfezionisti, e poi usate l'altro lato per la gurnitura.
- coprite la parte più molle con: abbondante tè* (io sto provando affumicato+bergamotto, e non mi pare male. In ogni caso, l'affumicato sta benissimo!) e fette di formaggio filante delicato, tipo scamorza o mozzarella.
- Infornate - scaldate in qualche modo - finchè il formaggio non fonde lussuosamente.
- Anche qui, altre spezie e farciture a piacere. Io metto qualche goccia di tabasco, origano o noce moscata, fiori di cappero (non quelli sott'aceto, troppo acidi, solo quelli sotto sale ben lavati oppure sott'olio!), ma anche olive o noci dovrebbero starci bene.
* MA... COME METTERE IL TE', IN PRATICA? Eh. Bella domanda. Dipende anche da dove andrà a finire. Le foglie sono secche e dure, e non sono gradevoli sotto i denti. Sto sperimentando varie possibilità.
1) Frantumare le foglie in polvere fine, ed usare come una spezia qualsiasi;
2) Ammollare un po' di foglie in acqua tiepida, per ammorbidirle, e poi mescolarle agli altri ingredienti, come fareste col basilico;
3) Fare un'infuso molto concentrato, ed usare il liquido come un brodo o un aceto aromatico.
E' demenziale, tutto ciò? Eh, beh,
è la mia vita, attualmente. Demenziale, con
aggravante singles. Fatemi sapere se fate degli esperimenti. Oppure deridetemi, va bene lo stesso. Tanto degli insulti me ne frego, ma i vostri commenti mi fanno comunque piacere. Buon appetito.